A Bologna Pietro Montanari propone una cucina Gourmet fresca ed attuale

Ristorante Cesoia Written by 

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"Da poco più di un anno il giovane chef Pietro Montanari, nipote del fondatore di cui porta il nome, e la sorella Camilla, hanno riaperto , dopo un'importante ristrutturazione, il Cesoia, lo storico locale di Bologna di via Massarenti 90/2d,..." così inizia l'articolo che Antonietta Mazzeo ha scritto sulla rivista La Màdia Travelfood.
Di seguito l'intero articolo

...che già nel 1820 era un'osteria dove i viandanti romagnoli, in visita a Bologna, si fermavano per dormire ferrate i cavalli. Nel 1971 nonno Pietro, già spirito innovativo della ristorazione felsinea, la trasformò in una trattoria, rivoluzionando l'offerta con piatti tipici della cucina umbra e laziale, e in pochi anni riuscì ad inserire fra le mete gastronomiche preferite dai bolognesi.

Nel locale l'equilibrio dei volumi, l'ambiente luminoso e la scelta accurata dei materiali e dei colori si fondono in un elegante stile metropolitano. In sala sono stati ricavati 80 coperti; i tavoli, tutti realizzati artigianalmente, hanno la superficie in castagno decapato e spazzolato, appositamente realizzata per consentirne l'utilizzo senza la tovaglia; grande attenzione e cura sono stati posti nella selezione della stoviglieria e soprattutto del portaposate.

Pietro Montanari, classe 1991, è uno dei giovani talenti della cucina italiana, selezionato per partecipare al concorso "Chef emergente 2016".
Il primo ricordo in cucina risale all'età di 5 anni, mentre aiutava la madre a preparare la torta "piluccando" un cucchiaio impastato, anche se il più "forte" va ricondotto proprio alle cucine della "vecchia Cesoia" di nonno Pietro.
Dopo un breve apprendistato da Franco Rossi a Bologna, a 19 anno decide di ritornare sui banchi di scuola dell'Alma di coloro (Pr) a cui fanno seguito le esperienze della Locanda Margon di Trento, al Ristorante Perbellini a Verona e da Mauro Buffo al Vigilius Mountain Resort di Lana (Bz).
Per Pietro cucinare è un atto di amore, che pone le radici nella filosofia del suo "maestro" Gualtiero Marchesi "...capire cosa fare e come fare un piatto, partendo dalla conoscenza delle materie prime, è essenziale per considerare la cucina un fatto culturale, uno dei linguaggi che aiutano a comunicare e a farsi capire..."
Costantemente alla ricerca di preparazioni e abbinamenti innovativi per "abbattere" l'idea che Bologna si debba mangiare solo la tradizionale che comunque lui propone in carta con tutto il rispetto e la cura del caso, Pietro con vitale originalità e decisa padronanza tecnica, pone grande attenzione nella scelta delle materie prime e delle cotture. Il menù è preparato in base alla disponibilità dei prodotti freschi di stagione, le esecuzioni esaltano la tipicità e la varietà delle eccellenze agroalimentari del territorio e non solo.
Ne sono un gustoso esempio, il baccalà mantecato con polenta croccante, cipolla in carpione, balsamico e caffè, il risotto con fumetto, arancia, wasabi, e sgombro affumicato, e l'anatra con la sua salsa di porto, cavolfiore e rape rosse. Nel menù, spazio anche ai piatti dedicati a vegetariani e celiaci, preparati per offrire alternative sempre gourmet.
A completare il giovane e frizzante staff del Cesoia, in cucina i sous chef Dani Gasperini e Niki Emma, in sala Daniele Franzoni, impeccabile momentaneamente sostituito da Camilla, "l'energia distensiva" che si esprime nella cura dei particolari e della "mise en place".
La carta dei vini è ben strutturata e non banale, con proposte di vini del territorio ma anche del panorama nazionale, con un buon rapporto prezzo-qualità.
Pietro e Camilla hanno fatto del Cesoia una realtà emergente mediante un buon lavoro atto a favorire l'evoluzione gastronomica della città.

Nonno Pietro non potrebbe esserne che orgoglioso!

 

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