La zuppa inglese con il barolo chinato: un matrimonio da "Belle époque"

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La storia del Barolo Chinato affonda le sue radici (è il caso di dire, considerata l'infusione di erbe, spezie e corteccia di china) in piena "Belle Epoque" quando Torino e il Piemonte replicano ai salotti parigini incantati dal verde assenzio con due bevande alla moda come il Vermouth e il Barolo Chinato.

Furono infatti proprio gli speziali delle Langhe i primi ad aromatizzare il prezioso Barolo con le infusioni ottenute dalla macerazione alcolica di china calissaja, rabarbaro, genziana, cannella, liquirizia, con mille varianti nelle dosi e negli ingredienti.
In realtà, l'uso di aromatizzare il vino con infusi di erbe officinali e spezie risale all'epoca greco-romana, dove veniva utilizzato a fini essenzialmente terapeutici, tradizione ereditata poi dai monaci speziali dei monasteri medievali.
Nell'uso tardo-ottocentesco il Barolo Chinato diventa sinonimo di rimedio contro le malattie da raffreddamento nella tradizione contadina per poi cambiarsi d'abito nei salotti buoni e presentarsi come tonico e corroborante digestivo.

La versione del Chinato della Damiliano, una firma prestigiosa del Barolo con il pluripremiato "premier cru" Cannubi, si presenta con un bel colore rosso granato con riflessi aranciati, di dolcezza calibrata con leggero finale amarognolo in cui il cardamomo fa sentire la sua elegante presenza nel suadente mix di spezie.

A Natale ve lo proponiamo in abbinamento con la zuppa inglese, sia per la dominante del cioccolato (partner ideale del Chinato) sia per la cremosità a cui la speziata aromaticità replica avvolgendo il palato... in attesa del cucchiaio successivo.

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